Positivi al Covid-19 a scuola, cosa fare?

Come bisogna comportarsi se un bambino ha la febbre a scuola o risulta positivo al Covid-19? Ecco quali sono le misure da adottare.

Come bisogna comportarsi se un bambino ha la febbre a scuola o risulta positivo al Covid-19? È la domanda che nelle ultime settimane più attanaglia molti genitori alle prese con l’inizio dell’anno scolastico, in questo 2020 segnato da una delle più grandi pandemie della storia. Ecco quali sono le misure da adottare e le raccomandazioni del Ministero della Salute per far fronte a questa possibilità.

 

Cosa fare se un bambino manifesta sintomi da Covid-19 a scuola

Innanzitutto, come ricorda il Ministero della Salute, per tutelare la propria salute e quella degli altri bisogna ricordare che è necessario misurare la temperatura anche a casa, prima di recarsi a scuola. Se il bambino manifesta sintomi compatibili con quelli del Covid (temperatura superiore ai 37,5°, tosse, raffreddore, perdita di olfatto e gusto, mal di gola, diarrea), deve restare a casa e i genitori dovranno contattare il Pediatra per valutare l’eventuale esecuzione del test.

Per la gestione dei casi di Covid-19 a scuola, invece, è stata introdotta in ogni plesso una nuova figura: il Referente, il cui compito è quello di interfacciarsi con il dipartimento di prevenzione della Asl che opera nel territorio di propria competenza. Nel caso in cui un bambino presenti i sintomi dell’infezione, verrà condotto in una stanza appositamente adibita, in compagnia di un adulto dotato di mascherina, per la rilevazione della temperatura corporea e saranno convocati i genitori.

Non appena il bambino sarà riportato a casa, i genitori dovranno contattare il pediatra o il medico di base per la valutazione clinica del caso (triage telefonico). La scuola, intanto, provvederà a sanificare tutte le aree interessate.

Alunno Covid positivo, come devono comportarsi i compagni di classe?

Una volta accertata la positività dell’alunno al Covid, scatta la quarantena domiciliare per il soggetto interessato e per tutti i contatti stretti in famiglia e a scuola. Nel caso di nidi, asili o primarie, sarà l’intera classe ad osservare la quarantena. Per gli studenti più grandi, invece, si può procedere con la ricostruzione dei contatti nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. Chi è stato in prossimità dello studente risultato positivo in quest’intervallo temporale deve andare in isolamento per 14 giorni dal momento dell’ultimo contatto.

Al termine del periodo di quarantena, dopo 14 giorni, il bambino positivo verrà sottoposto a doppio tampone, a distanza di 24 ore l’uno dall’altro, per certificare la guarigione.

I compagni di classe e i contatti stretti, qualora non abbiano avuto sintomi tali da rendere necessario un tampone prima, ne eseguiranno uno per poter rientrare in classe o uscire di casa. Se l’esito del tampone è negativo si torna in classe con l’attestazione del tampone.

Scuola in sicurezza, tutto quello che c’è da sapere

Per garantire lo svolgimento delle attività didattiche in piena sicurezza e contrastare il diffondersi del nuovo Coronavirus anche tra i più giovani, è necessario adottare nuove abitudini. Ad esempio:

  • Misurare la febbre tutti i giorni, prima di arrivare a scuola. In caso di sintomi respiratori o temperatura corporea superiore ai 37,5°, bisogna restare a casa.
  • In autobus, è obbligatorio indossare la mascherina per tutto il percorso e mantenere il distanziamento interpersonale, anche nel salire e nello scendere.
  • All’entrata e all’uscita da scuola, è necessario mantenere la distanza ed evitare gli assembramenti. Per la scuola dell’infanzia, l’ingresso dei bambini – accompagnati da un solo adulto – è scaglionato in diversi orari.
  • Nella scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, la mascherina in aula può essere tolta quando i bambini sono seduti, rispettando la distanza di un metro.

 

Fonti:

 

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