Fototipo: come riconoscerlo?

Conoscere il proprio fototipo della pelle è fondamentale per imparare a proteggere meglio la salute dell'epidermide e prevenire scottature o eritemi.

Giugno è il mese delle prime gite in abbigliamento estivo, dei primi bagni al mare e delle giornate più a lungo all’aria aperta. È questo il momento di scegliere la giusta crema solare per prevenire le scottature. Conoscere il proprio fototipo aiuta a proteggere meglio la salute della pelle.

La protezione solare giusta è infatti quella adeguata al proprio colore. In molti però non sanno a quale dei sei fototipi standardizzati appartengono. Per scoprire qual è il proprio, il portale del Ministero della Salute ha predisposto una sezione specifica: un test dove indicare il colore dei proprio occhi, dei capelli, l’incarnato, la presenza di lentiggini, la frequenza delle scottature e scoprire così qual è il proprio personale modo di stare al sole in sicurezza.

Fototipo, come riconoscerlo

Sono sei i fototipi riconosciuti: più alto è il valore, maggiore è il tempo di esposizione al sole consentito prima di ustionarsi. Una persona con fototipo 4 (occhi scuri, capelli castani o neri, carnagione olivastra, si scotta di rado e si abbronza con facilità), per esempio, potrà esporsi ai raggi solari con più facilità rispetto a una persona con fototipo 2 (capelli biondi, occhi verdi, carnagione chiara, presenza di efelidi, si scotta con facilità e si abbronza con difficoltà).

I raggi solari sono il fattore di rischio più importante per l’insorgenza dei tumori alla pelle. La possibilità di sviluppare un melanoma non dipende dal fototipo, ma è un’interazione di fattori di rischio tra cui anche il fototipo, associato a familiarità, pregresso melanoma, elevato numero di nei, scottature solari nell’infanzia e nell’adolescenza, lavoro, sport e stili di vita che espongono continuamente ai raggi ultravioletti.

Riconoscere il proprio fototipo aiuta a esporsi al sole con coscienza, scegliendo le modalità di protezione più opportune. Per esempio, una persona con fototipo 1 o 2 sarà più portata a scegliere una crema solare con fattore di protezione 50, a evitare il sole nelle ore centrali della giornata, o a indossare dell’abbigliamento coprente, magari in cotone o lino bianco. Cappelli, occhiali da sole, indumenti e creme solari sono i nostri alleati durante l’estate.

La Fondazione Veronesi ha elaborato un quaderno dedicato a “La nostra pelle, un organo importante da preservare” in cui sono contenute tutte le informazioni necessarie a prendersi cura della propria pelle attraverso la protezione giusta, l’alimentazione, i controlli periodici, l’informazione.

Fototipo giusto, le regole per la prevenzione e i luoghi comuni

Una persona con fototipo 6 (pelle scura, occhi scuri e capelli neri, necessita generalmente di fotoprotezione bassa) sicuramente dovrà adottare comportamenti diversi da una con fototipo 3 (pelle chiara, occhi castani, capelli castani). Per tutti i fototipi valgono però alcune regole.

L’esposizione al sole deve essere graduale, evitando le ore più calde (tra le 11 e le 16) per consentire alla pelle di sviluppare naturalmente l’abbronzatura. Le creme solari devono essere applicate più volte al giorno. Bisogna eseguire con metodo e regolarità (ogni 2 o 3 mesi) l’autoesame della pelle, magari con l’aiuto di un familiare o di uno specchio, e rivolgersi al proprio medico ogni volta che si nota una nuova lesione o un neo che in poche settimane ha cambiato aspetto (colore, forma, dimensioni).

Il dermatologo è a disposizione per effettuare visite integrali per un controllo di prevenzione: la diagnosi precoce fa salire al 90% infatti le probabilità di guarigione in caso di tumori alla pelle. I dispositivi abbronzanti (lettini, docce solari e lampade) rappresentano un rischio in età giovane e contribuiscono all’invecchiamento precoce della pelle. Pensare che questi dispositivi “preparino” la pelle al sole “vero” è una trovata commerciale: non esistono infatti prodotti miracolosi che sostituiscano un lento adattamento al sole.

Non è vero, inoltre, che esporsi tanto al sole fortifica le ossa e fa bene alla crescita: per sviluppare la vitamina D, benefica per ossa, muscoli e sistema immunitario, bastano pochi minuti alla luce del sole. Non è vero neppure che una pelle abbronzata è una pelle più sana: l’abbronzatura è un meccanismo di difesa del corpo dall’aggressione dei raggi Uv. Ed è sbagliato pensare che la crema solare sia un passepartout per stare al sole tutto il tempo che si desidera. L’unico lasciapassare per una buona esposizione è infatti un mix di fattori di protezione e una corretta informazione sul tema.

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